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Influenza da virus H1N1

Influenza da virus H1N1

Il Comitato Coordinatore dell’AISF ha deciso di stilare un documento individuando le categorie di persone a cui è diretta l’offerta della vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A/H1N1.

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Malattie infettive

Infezioni ospedaliere

Cosa sono ?


Si tratta di infezioni dovute ad agenti patogeni che si manifestano in pazienti ricoverati in ospedale e che non erano presenti né in incubazione al momento del ricovero stesso. Per convenzione il periodo entro il quale deve manifestarsi l'infezione per essere considerata infezione ospedaliera è non prima di 48-72 ore dal ricovero. I germi infettanti possono essere trasmessi da altri pazienti con cui si viene a contatto in ambito ospedaliero oppure germi già presenti nel corpo del paziente ma che hanno sviluppato una virulenza maggiore probabilmente in seguito a terapie o procedure mediche attivate in ospedale.
Le infezioni ospedaliere sono diffuse in tutto il mondo con diverse frequenze.

I fattori di rischio sono in relazione soprattutto alle caratteristiche del paziente, alle procedure diagnostiche e terapeutiche invasive attuate, ad eventuali terapie che possano far insorgere una debilitazione del sistema immunitario e alle condizioni igienico-sanitarie dell'ospedale stesso.
Non sono state dimostrate, invece, interazioni tra le infezioni ospedaliere e sesso ed età dei pazienti, anche se persone anziane e neonati sembrano mostrare una predisposizione a contrarre queste infezioni a causa della ridotta funzionalità del sistema immunitario.

L'organismo già ospita una grande quantità di germi con cui ha un rapporto di convivenza tranquilla. La somministrazione di antibiotici provoca l'eliminazione di questi batteri inattivi e, di conseguenza, causa l'insorgenza di un processo infettivo perché gli ecosistemi di germi ospedalieri diventano i colonizzatori delle parti del corpo più esposte (intestino, vie respiratorie, pelle). Questi germi presenti nell'ambiente ospedaliero sono di solito più aggressivi e quindi più "attrezzati" a provocare infezioni. Inoltre, i germi ospedalieri, essendo già venuti a contatto con gli antibiotici, hanno sviluppato la cosiddetta antibioticoresistenza, cioè un meccanismo di difesa contro gli antibiotici somministrati.

Gli esami e la diagnosi


Posto che non ci sono differenze cliniche tra infezioni ospedaliere ed equivalenti infezioni territoriali, la diagnosi di infezione ospedaliera viene posta da un'indagine di laboratorio volta ad identificare il germe coinvolto. L'antibiogramma permetterà inoltre di valutare la suscettibilità del germe all'azione di antibiotici differenti. I risultati verranno inseriti in apposite banche dati che permetteranno di monitorare la frequenza di queste infezioni nel corso del tempo.

Cosa fare


Le infezioni ospedaliere devono essere considerate a tutti gli effetti come le infezioni territoriali, quindi anche dal punto di vista terapeutico. L'unica differenza è che per somministrare una terapia efficace bisogna riferirsi ad antibiotici per i quali esistano dati obiettivi di suscettibilità dei germi, quindi bisogna, in pratica, fare riferimento all'antibiogramma. È anche importante che i dosaggi siano adeguati.

Consigli


Grande importanza ha sicuramente la corretta igiene delle mani. Un lavaggio accurato con sapone può già da solo ridurre in modo sostanziale la circolazione e la trasmissione dei germi. Esiste comunque un Comitato di Controllo per le Infezioni Ospedaliere, che dovrebbe esistere in ogni ospedale, che si prenda l'incarico di:

  • organizzare il sistema di sorveglianza;
  • stabilire le misure di prevenzione;
  • definire metodi e mezzi per l'informazione al personale ospedaliero;
  • verificare l'applicazione dei programmi di sorveglianza;
  • curare la formazione del personale.

Prima pubblicazione: martedì 6 febbraio 2007
Ultima revisione successiva: giovedì 8 ottobre 2009