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Epatite virale: l

Epatite virale: l'esperto risponde

L'epatite virale è una malattia infettiva del fegato che ogni anno causa la morte di 1,5 milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante questi dati non c'è una piena percezione nei confronti della patologia.

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Epatologia

Virus C

Che cos'è il virus dell'epatite?


Il virus dell'epatite C è uno dei quattro virus trasmissibili attraverso il sangue (gli altri virus di questo tipo sono il virus dell'epatite B (HBV), il virus dell'epatite delta [HDV] ed il virus dell'epatite G (HGV). Fa parte della classe dei virus ad RNA, è di dimensioni un poco più grandi del virus dell'epatite B ed appartiene alla famiglia dei Flavivirus. Il virus dell'epatite C è stato identificato nel 1989 e dal 1990 è disponibile un test per ricercare gli anticorpi anti-HCV nel sangue. Dati recenti fanno supporre che circa il quattro per cento della popolazione italiana è positiva per anti-HCV e pertanto sarebbero oltre un milione e mezzo in Italia i portatori di questo anticorpo (con o senza malattia epatica)

Come si trasmette l'infezione da virus dell'epatite C? E qual è il periodo di incubazione?


L'HCV può essere trasmesso tramite trasfusioni di sangue. Tuttavia poichè attualmente tutti i campioni di sangue vengono analizzati per la presenza del virus con indagini molto sensibili, tale rischio è notevolmente ridotto. In ogni caso,. chiunque venga a contatto con sangue infetto mediante aghi (da siringa ma anche per tatuaggi o nel corso di pratiche per applicazione di orecchini e similari), o strumenti chirurgici (piccola o grande chirurgia) è a rischio di contrarre l'epatite C. Il rischio di trasmettere l'epatite C sessualmente è sconosciuto. Esistono solo pochissimi casi certi e documentati. Il ruolo del profilattico come protezione effettiva al 100% nei normali rapporti sessuali è tutto da dimostrare. Attualmente si ritiene che il contagio per via sessuale sia poco efficiente per questo virus. Così come è ritenuto raro il contagio materno-fetale. Nella grande maggioranza dei casi (40%) la via di contagio è sconosciuta.

La trasmissione dell'epatite C avviene quindi tramite emotrasfusioni, emoderivati, emodialisi, aghi e siringhe infetti, tatuaggi, strumenti sanitari non sterili, spazzolini da denti, rasoi e lesioni con strumenti appuntiti. Può anche essere trasmessa con trapianti d'organo. E' molto importante ricordare per questo virus non è stata dimostrata una via di contagio oro-fecale e pertanto precauzioni come stoviglie separate, bagni separati sono del tutto inutili.
I gruppi a rischio sono:
  • Politrasfusi emofiliaci;
  • dializzati;
  • tossicodipendenti;
  • pazienti sottoposti a interventi chirurgici (soprattutto ginecologici);
  • pazienti ospedalizzati prima del 1970;
  • persone che hanno utilizzato siringhe di vetro;
  • persone sottoposte a cure odontoiatriche.
Il periodo di incubazione dell'epatite da virus C varia da 15 a 60 giorni (in media circa un mese e mezzo). E' frequente che vi sia una prolungata viremia ed è abbastanza frequente che si verifichi una infezione persistente.

Quali sono i disturbi causati da una infezione acuta da virus dell'epatite C ?


In genere gli individui infetti con HCV sono spesso identificati solo nel corso di check-up od accertamenti diagnostici di routine nel corso di donazioni di sangue. Aminotransferasi aumentate per più di sei mesi e positivita' per gli anti-HCV sono segno di epatite cronica C. Gli anticorpi anti-HCV rimangono positivi alcuni anni dopo un episodio di epatite acuta C. Inoltre, in una piccola percentuale di pazienti, esiste una falsa positivita' verso gli anticorpi anti-HCV. In questi ultimi due casi le aminotransferasi sono tipicamente normali.

Sintomatologia


E' quasi del tutto assente o di lieve entità nel 90% dei casi. Diversamente è presente febbricola, astenia, nausea, malessere, disturbi addominali. In realtà un quadro del tutto sovrapponibile alle altre forme di epatiti acute da causa virale. Raramente l'HCV provoca epatite fulminante. E' frequente la persistenza dell'infezione da HCV con prolungata viremia ed elevati livelli nel sangue di aminotransferasi. Nelle infezioni persistenti da HCV l'istologia manifesta: epatite cronica o cirrosi.

Come si fa la diagnosi di epatite da virus epatitico C ?


La diagnosi dell'epatite C si basa sulla ricerca degli marcatori anti-HCV, nel sangue, dalla presenza, sempre nel sangue, dell'HCV-RNA e sui dati clinici ed epidemiologici. I soggetti positivi per anti-HCV (con o senza alterazioni delle indagini di laboratorio che esplorano la funzione epatica) debbono essere inviati presso Centri specializzati nello studio e la cura delle malattie epatiche perché in questo modo non rischiano di essere, come spesso accade, sopravvalutati o sottovalutati.

Qual è la prevenzione ?


L'ìmmunoprofilassi (cioè immunizzazione attiva con vaccino o passiva con anticorpi-immunoglobuline) dell'infezione da virus dell'epatite C non è disponibile allo stato attuale. Quindi la profilassi si basa su tutte quelle misure atte a ridurre la trasmissione mediante sangue delle malattie infettive. Inoltre lo screening per anti-HCV del sangue da trasfondere e una attenta selezione dei donatori di sangue nei Centri Trasfusionali ha notevolmente ridotto il rischio di epatite C associata a trasfusione di sangue.

Qual è la terapia da attuare ?


Il trattamento con Interferone è al momento l'unico trattamento la cui efficacia è stata ad oggi documentata. Tuttavia altri farmaci (ribavirina, amantadina, interferone consensus, interferoni pegilati) sono in corso di prossima commercializzazione o di sperimentazione in Europa in modo da aumentare il bagaglio terapeutico disponibile per le forme croniche soprattutto.

Esiste la possibilità di vaccinazione per l'epatite C ?


Non esiste un vaccino per l'epatite C.

Fonte: Fegato.com
Prima pubblicazione: martedì 6 febbraio 2007
Ultima revisione successiva: giovedì 12 luglio 2007