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Epatite virale: l

Epatite virale: l'esperto risponde

L'epatite virale è una malattia infettiva del fegato che ogni anno causa la morte di 1,5 milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante questi dati non c'è una piena percezione nei confronti della patologia.

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Epatologia

Deficienza da alfa1-antitripsina

 

La deficienza da alfa1-antitripsina è una malattia ereditaria, che solitamente evolve in epatite e cirrosi.
È la causa genetica più comune di malattia epatiche nei bambini. Anche gli adulti possono esserne affetti; in tal caso alla malattia epatica si aggiunge anche l'enfisema polmonare. Per sviluppare la malattia il bambino deve ereditare la tendenza alla deficienza da alfa1-antitripsina da entrambi i genitori. Livelli più bassi di proteina sierica alfa1-antitripsina portano ad un danno epatico che presenta fibrosi e funzionalità epatica alterata. Fortunatamente, per ragioni non ancora chiare, soltanto il 10-20% dei bambini che presentano questa anomalia sviluppano poi la malattia epatica.

Sintomi

La malattia spesso si presenta nei neonati dopo un periodo di ittero, di gonfiore addominale e di scarso nutrimento. Può anche presentarsi durante l'infanzia o nell'età adulta, ed essere scoperta a causa di stanchezza, scarso appetito, gonfiore addominale o delle gambe e test epatici alterati.

Diagnosi

La diagnosi viene fatta attraverso test di laboratorio, quando il livello sierico di alfa1-antitripsina risulta basso ed i test di funzionalità epatica sono alterati. Potrebbero essere necessari altri test, come l'urinocultura, l'esame agli ultrasuoni o i test radiologici. La biopsia epatica viene di solito effettuata soltanto per verificare il danno epatico. Vanno indagati con test di laboratorio anche i parenti portatori che non hanno sviluppato la malattia.

Trattamento

Al momento non c'è cura per questa malattia.
In ogni caso alcune alterazioni possono essere trattate o controllate. L'obiettivo del trattamento è mantenere una nutrizione normale, fornire al fegato e all'organismo in generale i nutrienti essenziali e identificare al più presto eventuali complicanze, per trattarle nel migliore dei modi.
Spesso vengono somministrate vitamine multiple e vitamine E, D e K; fenobarbital o colestiramine sono impiegati quando il paziente ha ittero severo e prurito. Se la malattia progredisce, può verificarsi un accumulo di liquidi da trattare con diuretici.
I pazienti che sviluppano cirrosi presentano dei cambiamenti nel flusso sanguigno che attraversa il fegato, cosa che dà luogo a svariate complicanze: epistassi, contusioni, accumulo di liquidi, varici allo stomaco e all'esofago. Qualche volta in queste varici la pressione può aumentare e determinare un sanguinamento. Una sonnolenza maggiore dopo l'ingestione di cibi ricchi di proteine (dovuta a livelli di ammoniemia più alti) e un più alto rischio di infezioni possono presentarsi come complicanze tardive.

Prognosi

La prognosi a lungo termine della malattia è variabile.
Il 25% circa dei pazienti affetti da deficienza da alfa1-antitripsina sviluppano cirrosi, ma il 75% non presenteranno alcuna malattia epatica dopo il periodo neonatale. Molti pazienti con cirrosi conducono una vita relativamente normale per un lungo periodo di tempo. Il perché di questa differenza non è noto. Il trapianto epatico può essere una soluzione valida quando si sviluppa una insufficienza epatica che interferisce con la normale vita quotidiana a scuola, al lavoro o a casa.

Prima pubblicazione: martedì 6 febbraio 2007
Ultima revisione successiva: giovedì 8 ottobre 2009