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Epatite virale: l

Epatite virale: l'esperto risponde

L'epatite virale è una malattia infettiva del fegato che ogni anno causa la morte di 1,5 milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante questi dati non c'è una piena percezione nei confronti della patologia.

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Il comportamento del paziente in terapia


Il paziente che inizia un trattamento con farmaci antivirali deve essere ben consapevole dell'efficacia e degli effetti collaterali ad esso connessi e deve accettare di attenersi scrupolosamente ad una serie di regole, necessarie per condurre la terapia nella massima sicurezza.

  1. Attenersi scrupolosamente allo schema terapeutico consigliato ed alla programmazione dei controlli. E' fondamentale che il paziente sia ben consapevole che l'efficacia terapeutica è strettamente connessa alla aderenza al trattamento e che la sua personale convinzione in tal senso gioca un ruolo fondamentale nella corretta gestione della terapia e degli effetti collaterali che questa comporta. Eventuali modifiche dovranno essere apportate dallo specialista che ha prescritto la terapia. Dosi e modalità di assunzione dei farmaci e controlli clinico-laboratoristici sono di primaria importanza sia per il successo terapeutico sia per il controllo di eventuali effetti collaterali.

    Al contrario un problema, non frequente, ma di notevole importanza è l'insistenza terapeutica: l'ostinazione da parte del paziente a proseguire una terapia si è dimostrata inefficace o pericolosa per la sua salute.
    È una condizione opposta al rifiuto terapeutico ed è forse di più difficile gestione. La delusione per il fallimento o, al contrario, l'eccesso di entusiasmo per un risultato che si sta ottenendo, possono indurre il paziente a voler continuare la terapia, quando non ne esistono più le condizioni (mancanza di efficacia o comparsa di effetti collaterali pericolosi). La decisione di sospendere la terapia è sempre molto impegnativa per il medico. Sottrarre al paziente la possibilità di guarire è una responsabilità molto grossa e difficile, ed è presa solo in casi di vero pericolo. In tale occasione la decisione scaturisce da una valutazione che tiene conto sia dei benefici persi sia degli effetti collaterali evitati. La terapia deve essere sospesa se gli effetti collaterali condizionano l'insorgenza di uno stato patologico più grave della malattia epatica. È opportuno sottolineare che le reali condizioni di pericolo molto spesso non sono avvertite come tali dal paziente, che tende a sottovalutare la necessità di interrompere la terapia.

  2. Il paziente deve rivolgersi al medico specialista che lo tiene in cura, ogniqualvolta sorgano problemi o dubbi relativi alla terapia in atto, evitando di rivolgersi ad altre persone che, non conoscendo il caso, possono fornire indicazioni confondenti. Inoltre è tenuto ad informare il medico di ogni eventuale evento che dovesse notare nel corso della terapia.

  3. La contraccezione: il trattamento con farmaci antivirali può rappresentare un rischio per l'embrione o per il feto. Per tale motivo è essenziale che tutti i pazienti (maschi e femmine) in età fertile adottino sistemi di contraccezione nel corso della terapia e per i sette mesi successivi a questa.




Filomena Morisco
Nicola Caporaso

Cattedra di Gastroenterologia
Dipartimento di Scienza degli Alimenti
Università di Napoli "Federico II"