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Epatite virale: l

Epatite virale: l'esperto risponde

L'epatite virale è una malattia infettiva del fegato che ogni anno causa la morte di 1,5 milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante questi dati non c'è una piena percezione nei confronti della patologia.

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Il paziente con epatite C e la terapia antivirale


La guarigione spontanea dell'epatite C è un evento raro; nella maggior parte dei casi l'infezione da HCV assume andamento cronico, con progressiva distruzione delle cellule epatiche (epatociti).

Le transaminasi elevate sono il segno caratteristico del danno e della morte degli epatociti che, nel corso della malattia, sono progressivamente sostituiti da tessuto fibroso di tipo cicatriziale. La sostituzione di tessuto epatico con quello fibroso è il processo che conduce alla cirrosi.
La terapia antivirale è l'unica arma, oggi disponibile, per controllare questo processo. Fino a qualche anno fa solo una minoranza dei pazienti che intraprendeva la terapia otteneva benefici di lunga durata. Oggi la terapia antivirale ha una efficacia maggiore, ma comunque esiste ancora un discreto numero di soggetti che non risponde alla terapia.
Per questo motivo, la comunità scientifica internazionale ritiene opportuno non estendere la terapia a tutti i soggetti con infezione da HCV e consigliare ai medici, per il momento, un atteggiamento differenziato in rapporto all'entità del danno epatico prodotto dal virus. La terapia in genere è intrapresa se il virus C ha determinato epatite cronica con segni istologici di attività infiammatoria. Diversamente, se non sono messi in evidenza segni di danno epatico, la terapia può essere procrastinata.

Tale modalità di comportamento deriva dalla scarsa e lenta tendenza all'evoluzione in cirrosi di quest'ultimo gruppo di soggetti, ma è in larga parte dettata anche dal fatto che circa la metà dei pazienti, nonostante la terapia a pieno regime, non ottiene la guarigione dalla malattia.





Filomena Morisco
Nicola Caporaso

Cattedra di Gastroenterologia
Dipartimento di Scienza degli Alimenti
Università di Napoli "Federico II"