Epatite C: come si contrae e come evitare il contagio
Il virus dell'epatite C si trasmette per via parenterale apparente (trasfusioni di sangue o emoderivati) od inapparente (per via percutanea). La modalità di trasmissione che ha maggiormente contribuito alla diffusione dell'infezione su ampia scala è stata quella per via percutanea. Ciò è avvenuto prevalentemente negli anni '60-'70, quando si sono diffuse sul territorio chirurgia ambulatoriale, cure odontoiatriche, agopuntura, ecc. In quel periodo, in mancanza di conoscenze sui virus epatitici, si è favorita la diffusione dell'infezione con l'uso di strumenti non perfettamente sterilizzati ed impiegati consecutivamente per più pazienti.

E' stato dimostrato che l'uso di siringhe di vetro ha rappresentato uno dei principali meccanismi di trasmissione del virus. Oggi non si usano più siringhe di vetro, ma permane l'uso promiscuo di rasoi, pettini, forbici, pinzette o di altri oggetti taglienti, tra soggetti infetti e non infetti, che è un comportamento a rischio sottovalutato nello stile di vita quotidiano.
Dopo il 1990, in seguito alla scoperta del virus e alla conseguente introduzione del test di
screening sulle donazioni di sangue, il contagio tramite la
trasfusione di sangue o emoderivati si è drasticamente ridotto, fino a diventare un evento eccezionale. Restano comportamenti a rischio l'esecuzione di cure estetiche (manicure e pedicure) con strumentario non personalizzato, i tatuaggi, il piercing e ogni altra procedura invasiva con strumenti non monouso.
I dati derivanti dalla sorveglianza epidemiologica delle epatiti virali in Italia indicano che, attualmente, i più importanti (
ma tutti prevenibili) fattori di rischio nella popolazione generale sono, oltre all'uso di droghe per via endovenosa, i rapporti sessuali con più partner e i trattamenti medico-chirurgici ed estetici, quando non vengano utilizzati metodi efficaci di
sterilizzazione e mantenimento degli strumenti. La trasmissione materno-fetale e l'allattamento sono modalità di contagio possibili, ma che si verificano raramente.
Consigli per il soggetto con infezione da HCVCome proteggere gli altri
- Avere rapporti protetti, se si ha più di un partner sessuale
- Informare il personale sanitario (medici, odontoiatri, ecc.) della propria condizione
- Non donare sangue
- Coprire bene eventuali ferite
- Utilizzare solo per se stessi: rasoi, tagliaunghie, forbici e altro strumentario simile, pettini
- Smaltire in maniera appropriata gli aghi utilizzati
Molto spesso il soggetto con infezione da HCV, per paura di contagiare gli altri, modifica in maniera impropria e inutile la vita di relazione. Le autolimitazioni sono in gran parte inutili e servono solo a peggiorare la propria
qualità di vita e quella delle persone vicine.
Esempi di comportamenti non pericolosi
- Cucinare
- Fare il bagno in piscina
- Abbracciarsi
- Darsi la mano
- Ballare
Filomena Morisco
Nicola CaporasoCattedra di Gastroenterologia
Dipartimento di Scienza degli Alimenti
Università di Napoli "Federico II"