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Epatite virale: l

Epatite virale: l'esperto risponde

L'epatite virale è una malattia infettiva del fegato che ogni anno causa la morte di 1,5 milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante questi dati non c'è una piena percezione nei confronti della patologia.

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In caso di influenza... alcuni consigli(Ho l'epatite C: che fare?)

Se nel corso della terapia si verifica un episodio influenzale, non è necessario interrompere l’assunzione dei farmaci antivirali. I sintomi influenzali (febbre, dolori ossei, ecc.) sono controllabili con l’assunzione di paracetamolo e riposo a letto per alcuni giorni.

L'alimentazione(Ho l'epatite C: che fare?)

Alimentarsi in modo corretto è sempre stato un problema molto importante per il paziente affetto da una malattia epatica. La particolare attenzione dedicata a tale aspetto deriva dalla errata concezione che esistono cibi dannosi per il fegato.

Il comportamento del paziente in terapia(Ho l'epatite C: che fare?)

Il paziente che inizia un trattamento con farmaci antivirali deve essere ben consapevole dell'efficacia e degli effetti collaterali ad esso connessi e deve accettare di attenersi scrupolosamente ad una serie di regole, necessarie per condurre la terapia nella massima sicurezza.

Indagini pre-trattamento e controindicazioni(Ho l'epatite C: che fare?)

La decisione di intraprendere la terapia antivirale deriva essenzialmente da una duplice valutazione che tiene conto, per ogni singolo paziente, da una parte dei reali benefici che ne possono derivare (remissione della malattia epatica) e dall'altra della possibilità di insuccesso, dei costi e degli effetti collaterali che la accompagnano.

Il paziente con epatite C e la terapia antivirale(Ho l'epatite C: che fare?)

La guarigione spontanea dell’epatite C è un evento raro: nella maggior parte dei casi l’infezione da HCV assume andamento cronico, con progressiva distruzione delle cellule epatiche (epatociti).

Epatite C: come si contrae e come evitare il contagio(Ho l'epatite C: che fare?)

Il virus dell'epatite C si trasmette per via parenterale apparente (trasfusioni di sangue o emoderivati) od inapparente (per via percutanea). La modalità di trasmissione che ha maggiormente contribuito alla diffusione dell'infezione su ampia scala è stata quella per via percutanea.

Epatite C: una malattia epidemiologicamente rilevante oggi, ma non per le future generazioni(Ho l'epatite C: che fare?)

Nella popolazione generale adulta l'incidenza delle epatiti acute dovute al virus C è in lento ma costante declino, mentre è molto elevata la prevalenza dell'infezione cronica: dal 3,2% al 12,6%, in relazione all'area geografica. Si calcola che in Italia sia infetto più di un milione e mezzo di persone, ma la distribuzione dei casi di infezione cronica da virus C non è omogenea: c'è una maggiore presenza nelle regioni del sud e nelle fasce di età avanzate, fino a prevalenze di oltre il 20% in soggetti ultrasettantenni.

L'epatite cronica C: una lunga storia dal decorso non sempre prevedibile(Ho l'epatite C: che fare?)

L'epatite C è una malattia del fegato causata da un virus (il virus dell'epatite C): nella maggioranza dei casi l'infezione non guarisce ed assume un decorso cronico, ma il decorso dell'infezione varia da soggetto a soggetto e pertanto, nel singolo caso, non è agevole emettere giudizi prognostici sicuri.

Gestione degli effetti collaterali della terapia(Ho l'epatite C: che fare?)

I più comuni effetti collaterali della terapia sono sintomi simili a quelli che si verificano nel corso di un episodio influenzale: febbre, stanchezza, dolori muscolari, mal di testa e dolori alle articolazioni. Questi disturbi, in genere, diminuiscono dopo le prime iniezioni e possono comunque essere prevenuti o controllati con la somministrazione di farmaci (generalmente il paracetamolo).

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