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Epatite virale: l

Epatite virale: l'esperto risponde

L'epatite virale è una malattia infettiva del fegato che ogni anno causa la morte di 1,5 milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante questi dati non c'è una piena percezione nei confronti della patologia.

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Altri organi coinvolti - una sigla per malattie diverse


L'infezione cronica da virus dell'epatite C si associa a differenti malattie extra epatiche (crioglobulinemia, glomerulonefrite, sindrome sicca, linfonoma), provocando molteplici interazioni con il nostro sistema immunologico.
Il virus dell'epatite C (hepatitis C virus, HCV) venne scoperto grazie alle tecniche di biologia molecolare. Si scoprì che i soggetti con infezione da HCV avevano la peculiarità di contenere un eccesso di anticorpi complessati tra di loro (immunocomplessi).
Gli immunocomplessi sono identificati in quasi tutti i sieri in cui è presente l'HCV, se si utilizzano metodiche di rilevazione molto sensibili come quelle che misurano la capacità del siero di consumare una serie di proteine naturalmente presenti in quello umano, denominate complessivamente “complemento”. Quando i complessi tra anticorpi diversi (IgG e IgM) sono presenti in quantità elevata possono aggregarsi a basse temperatura e determinare il fenomeno della crioglobulinemia, che clinicamente si rivela con la comparsa di macchioline emorragiche cutanee pruriginose. Prima della introduzione delle tecniche di biologia molecolare molti gruppi di ricercatori che avevano tentato di identificare il virus dell'epatite non-A non-B con le classiche tecniche immunologiche avevano di fatto costantemente identificato il fenomeno degli immunocomplessi, che venne però erroneamente ritenuto un fenomeno aspecifico perché presente anche in soggetti con fegato sano. Ora sappiamo che il fenomeno è invece specificamente associato all'infezione da HCV, e che tale infezione è spesso più frequente in soggetti con lesioni epatiche minime o assenti, ma che soffrono invece di una malattia autoimmune da immunocomplessi, causata anch'essa dall'HCV.
Queste conclusioni si basano sull'evidenza che la scomparsa dell'infezione da HCV determina anche la scomparsa del fenomeno crioglobulinemico, degli immunocomplessi e delle manifestazioni autoimmuni associate.
In conclusione, si può sostenere che la definizione di HCV sia limitativa, se essa viene intesa per la sol lettura come virus dell'epatite C, ma che invece la sigla sia molto appropriata se viene anche letta come human crioglobulinemia virus, o virus della crioglobulinemia umana.
Un aspetto che dovrà essere chiarito dalla ricerca è il fatto che spesso la malattia epatica e quella crioglobulinemica sono mutualmente esclusive, come se ci fossero popolazioni virali diverse, con diversi bersagli patologici.

Prof. Ferruccio Bonino
Direttore Scientifico Ospedale Maggiore di Milano
Policlinico IRCCS