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Epatite virale: l

Epatite virale: l'esperto risponde

L'epatite virale è una malattia infettiva del fegato che ogni anno causa la morte di 1,5 milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante questi dati non c'è una piena percezione nei confronti della patologia.

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Il fegato


Cenni di anatomia

Il fegato è il più voluminoso organo del corpo umano, del peso di circa 1200-1500 grammi, situato nello spazio retrocostale del quadrante superiore destro dell'addome. L'organo si compone di 2 lobi nutriti dalla vena porta che “porta” sangue venoso raccolto dall'intestino e dalla milza, e dall'arteria epatica.

Le principali attività del fegato

Il fegato ha un ruolo centrale anche nella digestione degli alimenti nel metabolismo e la concentrazione ematica degli enzimi transaminasi, gamma-GT e fosfatasi alcalina aumenta in proporzione all'entità del danno epatico, cioè della sofferenza e/o distruzione di cellule del fegato. Poiché il fegato ha un ruolo centrale nella sintesi di proteine come albumina e protrombina, una riduzione dei livelli plasmatici di queste proteine segnala perdita o scadente funzionalità delle cellule epatiche. Infine, poiché il fegato elabora la bilirubina che deriva dalla distruzione di globuli rossi, l'accumulo di questa nel sangue segnala un consistente danno alle cellule epatiche oppure un blocco delle vie biliari che esportano bilirubina nell'intestino. Quando vi è accumulo di bilirubina, cute e mucose visibili si tingono di giallo cioè compare ittero.

La diagnosi delle malattie epatiche

La diagnosi di malattia epatica richiede l'ordinata raccolta di storia clinica, l'esame obbiettivo del paziente e l'ordinato utilizzo di esami di laboratorio e strumentali. La raccolta della storia clinica del paziente mette a nudo l'eventuale presenza di fattori di rischio, come virus e alcool che possono determinare la malattia epatica. L'esame obiettivo è potenziato dell'uso di tecniche strumentali come ecografia addominale ed endoscopia, irrinunciabili per valutare le complicanze delle malattie epatobiliari.
L'esame istologico del fegato mediante ago-biopsia rimane l'esame centrale per confermare diagnosi e prognosi di numerose malattie epatiche infiammatorie, degenerative e neoplastiche, nonché per monitorare il trattamento di pazienti con epatite cronica virale.

I più comuni fattori di malattia in Italia

In Italia, i virus dell'epatite e l'abuso di alcol sono le più frequenti cause di malattie acute e croniche di fegato. La maggioranza delle epatiti virali non ha sintomi specifici. Fortunatamente, nell'ultimo decennio si è ridotta la trasmissione di epatite virale nella popolazione, dopo adozione di significative misure di prevenzione primaria, come lo screening dei donatori di sangue, l'uso generalizzato di materiale sanitario a gettare, la vaccinazione contro l'epatite B e un più attento comportamento sessuale imposto dalla diffusione dell'HIV. E' stato calcolato che solo una minoranza di tutti i pazienti infetti sviluppano severi danni al fegato o cirrosi. L'abuso di alcol, protratto per almeno 10 anni, può causare epatite alcolica e cirrosi nel 30% dei pazienti. Si tratta probabilmente di soggetti che sono più predisposti di altri a sviluppare malattia epatica. Un ulteriore gruppo di malattie epatiche incidenti in Italia sono le malattie metaboliche da accumulo, in particolare l'accumulo di trigliceridi (steatosi e steatoepatite non alcolica) e ferro (emocromatosi genetica). La steatosi epatica, cioè l'accumulo di trigliceridi oltre il 5% del peso del fegato, è presente in vari gradi nella metà degli italiani. Essa dipende da eccessi dietetici, aumentata sintesi e ridotta eliminazione di grasso dalle cellule epatiche, sovrappeso corporeo, abuso di alcol, diabete e dislipidemia familiare. La steatoepatite non alcolica colpisce circa l'1% degli italiani ed è frequentemente associata a sovrappeso corporeo ed aumentata resistenza all'insulina.
L'emocromatosi genetica è una malattia che colpisce fegato e organi extraepatici, dovuta ad inappropriato assorbimento del ferro alimentare ed affligge circa 1 italiano su 300. La tempestiva rimozione del ferro con salassi previene le più severe complicanze cliniche compresa la cirrosi.

FIGURE:

Fig. 1: Il fegato



Fig. 2
: Esame istologico del fegato di paziente con epatite e cirrosi alcolica



Fig. 3: Ecografia dell'addome che dimostra fegato con steatosi




Massimo Colombo
Professore Ordinario di Gastroenterologia e Direttore della Divisione di Epatologia Ospedale Maggiore e Università degli Studi di Milano