Feeds

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news di paginemediche.it?

feeds ico

In collaborazione con: AGI Salute è il portale aperto sul mondo della salute, su tutto quello che c'è o si deve sapere sulla sanità.

Epatite virale: l

Epatite virale: l'esperto risponde

L'epatite virale è una malattia infettiva del fegato che ogni anno causa la morte di 1,5 milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante questi dati non c'è una piena percezione nei confronti della patologia.

[...]

Diagnosi e terapia


L’infezione da virus dell'epatite C oggi, nonostante i progressi della medicina, è spesso sottodiagnosticata. Il motivo principale sta nel fatto che il decorso clinico è caratterizzato da un lungo periodo di asintomaticità, durante il quale i portatori dell'infezione non hanno consapevolezza di essere infetti. Ciò permette di comprendere come la diagnosi di infezione da virus dell'epatite C sia per lo più casuale, e venga ottenuta grazie a esami del sangue effettuati per ragioni non specificamente epatologiche.

Una diagnosi più precoce, effettuata nella fase asintomatica, sarebbe comunque auspicabile, poiché quanto prima si identifica il portatore dell'infezione, tanto prima è possibile iniziare una gestione della malattia tesa a evitarne la progressione. È pertanto opportuno che tutti i soggetti che hanno presentato esposizione a fattori di rischio per contrarre l'infezione si sottopongano a un esame del sangue per la ricerca dell'infezione.

In quest'ultimo gruppo la diagnosi va completata con l'esecuzione di una biopsia epatica, che permette di definire l'attività della malattia e la compromissione della funzionalità del fegato. Il risultato della biopsia risulta decisionale ai fini terapeutici, insieme ad altri fattori quali l'età del soggetto e la presenza di eventuali controindicazioni. L'inizio della terapia è preceduto dalla determinazione del genotipo virale, classificato da HCV-1 ad HCV-6.
La determinazione del genotipo risulta di estrema utilità per valutare la probabilità di successo della terapia antivirale, e per stabilirne con precisione la durata opportuna.

Il trattamento attuale si basa sull'impiego della terapia combinata con interferone pegilato, somministrato per via sottocutanea, e ribavirina, somministrata oralmente.
La recente introduzione dell' interferone pegilato ha permesso di ottimizzare la terapia ottenendo la definitiva eliminazione del virus in oltre il 50% dei soggetti trattati. L'interferone pegilato a differenza della precedente terapia viene somministrato una volta alla settimana invece di tre e permette di stabilire il dosaggio più efficace “tagliando la terapia su misura per il paziente”, come un abito di sartoria.


Nuove terapie efficaci e personalizzate

Grazie alle dosi personalizzate, si registra su ciascun paziente un miglioramento della risposta virologica senza compromettere la sicurezza con un'efficacia che nei genotipi favorevoli arriva ad eradicare il virus in più dell'80% dei casi. La strategia terapeutica che si basa sul peso corporeo è indipendente dal tipo di paziente e dalle caratteristiche della malattia (virus genotipo 1,2,3,4). La terapia determina vari effetti collaterali, pur con un'ampia variabilità individuale, che vanno costantemente monitorati poiché, in alcuni casi, possono comportare riduzione delle dosi o, anche se raramente, sospensione della terapia.

Il paziente deve seguire attentamente lo schema terapeutico consigliato che può eventualmente essere modificato dallo specialista che ha prescritto la terapia. La scrupolosità nell'attenersi alle dosi e alle modalità di assunzione dei farmaci è fondamentale sia per il successo terapeutico che per il monitoraggio di eventuali effetti collaterali. Qualora al paziente sorgessero perplessità o problemi relativi alla cura in atto, è importante che non esiti a rivolgersi per informazioni al proprio medico specialista e non ad altre persone che, non conoscendo il caso, potrebbero dare indicazioni non corrette; è importante inoltre aggiornare il proprio medico di ogni eventuale evento sospetto rilevato durante la terapia.




Prof. Alfredo Alberti
Professore Associato di Medicina Interna
presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università di Padova