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Epatite virale: l

Epatite virale: l'esperto risponde

L'epatite virale è una malattia infettiva del fegato che ogni anno causa la morte di 1,5 milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante questi dati non c'è una piena percezione nei confronti della patologia.

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Epidemiologia e storia naturale


Evoluzione naturale dell'infezione da HCV

La presenza dell'infezione da HCV in Italia aumenta fortemente con l'età, raggiungendo punte particolarmente elevate nella popolazione anziana del sud Italia (oltre il 30%). Questo dato conferma come l'incidenza di nuovi casi e la diffusione dell'infezione siano drasticamente diminuite nell'ultimo decennio anche in Italia, grazie all'adozione di misure di prevenzione soprattutto nei gruppi e nelle procedure a maggior rischio. Non esiste una stima esatta della prevalenza di infezione cronica da HCV su tutto il territorio nazionale, ma è verosimile che almeno il 3% della popolazione italiana sia oggi portatrice del virus e che ogni anno si verificano almeno 1000 nuovi casi di nuove infezioni.

Pur considerando il fatto che l'infezione cronica da HCV produce complicanze epatiche gravi solo in un limitato sottogruppo di soggetti infetti, le attuali stime di 150-180 milioni di portatori cronici di HCV nel mondo (1.5 milioni in Italia, 5-10 milioni in Europa) portano a prevedere un incremento significativo delle patologie epatiche (come la cirrosi e tumore al fegato) nei prossimi 10-20 anni, in assenza di interventi terapeutici efficaci.

La storia naturale dell'epatite C è conosciuta solo in parte ed è a tutt'oggi oggetto di discussione e controversie. L'infezione acuta è del tutto asintomatica nella maggior parte dei casi, presentando sintomi aspecifici nel 10-20 % e solo nel 5% dei casi si manifesta con un quadro di epatite acuta. L'infezione tende alla guarigione spontanea solo nel 10-15% dei casi. Nel 60-70% dei casi si sviluppa una epatite cronica più o meno attiva, con transaminasi elevate o fluttuanti. Nel 30% dei casi, invece, l'infezione cronica è caratterizzata dalla persistenza del virus ma con transaminasi normali. Nella maggior parte dei portatori vi sono segni d'infiammazione cronica nel fegato, ma solo nel 20-30% la malattia progredisce sino alla cirrosi epatica, e costituisce un rischio significativo per lo sviluppo di complicanze e di carcinoma epatocellulare.




Antonio Craxì
Cattedra di Gastroenterologia
Università di Palermo