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Epatite virale: l

Epatite virale: l'esperto risponde

L'epatite virale è una malattia infettiva del fegato che ogni anno causa la morte di 1,5 milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante questi dati non c'è una piena percezione nei confronti della patologia.

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Il Virus


Quali sono le caratteristiche principali di questo insidioso agente infettivo?


Il virus dell'epatite C (HCV=Hepatitis C Virus) ha una grandissima tendenza a variare. Questo significa che dei miliardi di particelle che infettano un determinato individuo, nessuna è perfettamente uguale all'altra, pur avendo tutte le particelle virali la stessa struttura di base. Per capire il concetto (definito in termini scientifici quasispecie) si potrebbe paragonare la popolazione virale che infetta un individuo alla popolazione umana che, pur essendo costituita da persone che hanno la stessa fisionomia generale, è in realtà rappresentata da soggetti differenti, che a loro volta presentano alcune caratteristiche comuni che identificano le diverse razze.
Allo stesso modo, all'interno della popolazione virale esistono particelle che condividono un certo numero di caratteristiche che permettono di raggrupparle in genotipi, l'equivalente delle razze umane.
La definizione del genotipo è importante da un punto di vista pratico, perché esistono genotipi più o meno sensibili all'attività dei farmaci oggi utilizzati e che richiedono trattamenti di durata più o meno lunga.
Se si considera la variabilità del virus, si può intuire come sia difficile per le cellule immunitarie riuscire a bloccare l'intera popolazione virale (e quindi la malattia) che utilizza proprio questa strategia per sfuggire al controllo del sistema immunitario. Questo spiega l'elevata tendenza dell'infezione da HCV a cronicizzare. Inoltre, la variabilità rappresenta il principale limite per lo sviluppo di vaccini efficaci.

Come si trasmette l'epatite C?

In passato le principali vie di trasmissione sono state l'utilizzo di materiale sanitario (come siringhe) e di strumentazioni mediche non ben sterilizzate e la somministrazione di sangue (o suoi derivati) a scopo terapeutico. Quest'ultima modalità di trasmissione è stata praticamente azzerata, mentre l'adozione di materiale plastico monouso e di pratiche di sterilizzazione appropriate ha ulteriormente ridotto l'incidenza dell'infezione.
La trasmissione per via sessuale non è così comune come per l'epatite B e l'infezione da HIV. Infatti, è rara nei partner stabili di persone eterosessuali o omosessuali affette da infezione cronica da HCV, anche se è più frequente nelle persone con più partner sessuali. Per questo motivo l'uso di profilattici è raccomandato in quest'ultimo gruppo di soggetti.
Nelle donne con infezione cronica, la gravidanza può essere normalmente condotta. Anche la trasmissione da madre a figlio non è comune. Il tipo di parto (cesareo o naturale) non sembra influenzare la trasmissione dell'infezione al neonato, come del resto non esistono evidenze che la trasmissione avvenga tramite l'allattamento.





Prof. Carlo Ferrari
Direttore Divisione Malattie Infettive ed Epatologia
Azienda Ospedaliera di Parma