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Epatite virale: l

Epatite virale: l'esperto risponde

L'epatite virale è una malattia infettiva del fegato che ogni anno causa la morte di 1,5 milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante questi dati non c'è una piena percezione nei confronti della patologia.

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Toxoplasmosi

Accade spesso di sentire, quando una donna desidera intraprendere una gravidanza, che avere un gatto in casa può essere molto pericoloso. I consigli spesso vanno dalla semplice attenzione al gatto e alla sua lettiera alla più drastica soluzione di tenere l'animale altrove, almeno per il periodo della gravidanza.

Sebbene sia vero che il gatto è l'animale che più di ogni altro può trasmettere all'uomo la toxoplasmosi, è pur vero che, con un po' di attenzione all'igiene, Micio può restare a vivere in casa senza creare problemi.

Cos'è

La toxoplasmosi è una malattia infettiva provocata da un protozoo, il toxoplasma gondii, e viene trasmessa all'uomo da determinati animali, primo fra tutti il gatto, ma anche da conigli e cani. Inoltre, il protozoo può anche essere trasmesso consumando carne cruda o ortaggi e verdure non lavate bene. Non è facile accorgersi della toxoplasmosi perché ha sintomi molto simili ad altre malattie infettive: ingrossamento dei linfonodi, febbre, mal di gola, stanchezza, dolori articolari.

Per essere sicuri, si può effettuare un toxo-test, un esame dl sangue specificamente alla ricerca di eventuali anticorpi contro il toxoplasma gondii. Se sono presenti le immunoglobuline A e M, vuol dire che l'infezione è attiva (le prime compaiono infatti appena l'infezione ha avuto luogo, mentre le seconde resistono nell'organismo anche fino un anno dopo la guarigione); se ci sono solo le immunoglobuline M, invece, significa che si è guariti da poco; infine, se sono presenti le immunoglobuline G vuol dire che si è guariti completamente e si ha ora una immunità permanente.

In gravidanza

E' in gravidanza che la toxoplasmosi si fa veramente pericolosa. Le possibilità di trasmissione al feto variano a seconda del trimestre di gravidanza, così come la sua pericolosità. Nel primo trimestre è di circa il 15%, ma le conseguenze sono sempre letali.

Infatti, solitamente il passaggio del protozoo attraverso la placenta e la trasmissione dell'infezione al feto provoca l'aborto o la morte neonatale. In altri casi, invece, può provocare patologie oculari, come strabismo, atrofia del nervo ottico, infiammazione della retina; e ancora anemia, febbre, affezione neurologiche, come convulsioni o anomalie del cranio, polmonite, abbassamento delle piastrine, epatomegalia e splenomegalia.

Nel secondo e terzo trimestre e durante il parto le percentuali di possibilità di trasmissione aumentano rispettivamente a 30%, 60% e 90%, ma i danni al feto sono tanto minori quanto più tardi si trasmette la malattia; tuttavia, spesso le conseguenze si presentano vari anni dopo: cecità, difficoltà nell'apprendimento, ritardo mentale. Se la toxoplasmosi si contrae alla nascita, solitamente la malattia si presenta in maniera asintomatica oppure, quando presenti, i sintomi sono quelli classici della toxoplasmosi ed il decorso è benigno.

E' chiaro, quindi, che la donna incinta deve porre un'attenzione particolare ad evitare il contagio della toxoplasmosi. Potrà prevenire la trasmissione seguendo alcune norme igieniche fondamentali:

  • se si ha un gatto in casa, evitare di occuparsi della sua lettiera oppure farlo solo utilizzando dei guanti;
  • utilizzare dei guanti anche quando si fa giardinaggio, se si è appassionate;
  • evitare di consumare insaccati (salame, bresaola, mortadella, prosciutto crudo, ecc.) e carne e verdura cruda;
  • lavare con accuratezza ortaggi e verdure prima di consumarle;
  • consumare soltanto carne e uova ben cotte e latte pastorizzato;
  • tenere sempre sotto controllo (ogni 2-3 mesi circa) le immunoglobuline nel sangue.

E' bene comunque rispettare sempre gli animali e, prima di prenderne in casa uno che sia un gatto, un cane o un coniglio, sarebbe opportuno riflettere sulla reale possibilità di curarlo e di dargli le dovute attenzioni. Abbandonare un animale non è mai una costrizione ma sempre una scelta, sbagliata e, fortunatamente anche legalmente perseguibile.

Per approfondire guarda il video dell'intervista al Dott. Agostino Menditto, Ginecologo, Dirigente medico presso l'UOC di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Evangelico Villa Betania di Napoli.