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Epatite: colpisce una persona su dodici. Il 28 luglio la Giornata Mondiale delle Epatiti

Di epatiti virali, con un occhio in particolare all’epatite C e all’epatite B, si parlerà in tutto il mondo il 28 luglio, in occasione del World Hepatitis Day (la Giornata Mondiale delle Epatiti).

L’evento è organizzato dal 2008 dalla World Hepatitis Alliance, un’organizzazione internazionale no profit che raggruppa un gran numero di associazioni e istituzioni e dà voce a oltre 500 milioni di persone che convivono nel mondo con epatite B ed epatite C cronica.

L’iniziativa è promossa in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, che nel 2010 ha dichiarato le epatiti emergenza sanitaria globale e ha chiesto ufficialmente a tutti i governi di farsi carico di attività e campagne volte a fronteggiare il problema.

L’obiettivo principale di questa edizione del World Hepatitis Day è proprio quello di far conoscere quanto più possibile le epatiti e soprattutto di informare i cittadini di tutto il mondo sulla pericolosità di queste patologie.

Nonostante i numeri dell’epidemia, che colpisce un individuo su dodici, gran parte delle persone non conosce le epatiti virali, non sa come si contraggono e come si possono prevenire né sa di esserne affetto. Non a caso la World Hepatitis Alliance focalizza la sua comunicazione sul messaggio “Am I number 12?” ("Sono io il numero 12?").

Questa dilagante superficialità fa sì che in gran parte dei casi si arrivi ad una diagnosi tardiva. L’importanza di iniziative come il World Hepatitis Day risiede, quindi, proprio nel suo obiettivo dichiarato: informare e sensibilizzare, perché “le epatiti colpiscono chiunque. In qualsiasi parte del mondo”.

In occasione della Giornata Mondiale delle Epatiti, paginemediche.it ha intervistato il Prof. Antonio Ascione, epatologo, attuale Presidente della Mediterranean Association for Study of Liver (MASL) e autore di numerosi contributi sugli aspetti epidemiologici e socio-economici delle malattie croniche del fegato.