Feeds

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news di paginemediche.it?

feeds ico

In collaborazione con: AGI Salute è il portale aperto sul mondo della salute, su tutto quello che c'è o si deve sapere sulla sanità.

Incremento della mortalità per tumori del fegato nella zona a nord est di Napoli

Alcuni organi di stampa hanno recentemente pubblicato dati allarmanti circa l’aumento di mortalità per tumori nell’area a nord est di Napoli compresa tra Nola, Acerra e Marigliano (Distretto 73 dell’ASL Napoli 4), da tempo sede di discariche illegali per rifiuti ad elevata tossicità. Questi dati indicano chiaramente che gran parte dell’eccesso di mortalità registrato è da ascriversi all’incremento dei tumori epatici, che già nel nostro paese costituiscono una importante causa di decesso, soprattutto nelle fasce di età più giovani.

L’ Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF) giudica favorevolmente l’apertura del dibattito su un argomento così importante per la salute dei cittadini italiani”, afferma il prof. Gasbarrini. In realtà, la drammatica situazione del distretto 73 è nota e dibattuta da tempo nella comunità scientifica internazionale, tanto che questa area viene normalmente indicata sulla stampa medica come “il Triangolo della Morte”.

L’AISF, aggiunge il prof. Gasbarrini, auspica interventi decisivi per ridurre l’incidenza di tumori epatici nelle zone maggiormente colpite. E’ fondamentale che il Governo le Regioni, oltre a risolvere i problemi contingenti derivanti dall’emergenza rifiuti in Campania, intervengano concretamente a sostenere indagini epidemiologiche e ricerca clinica, e rafforzino i progetti di sorveglianza e i percorsi di diagnosi e cura delle malattie del fegato”. “Il fegato, infatti è l’organo principale deputato all’ inattivazione e all’eliminazione delle sostanze tossiche per l’organismo. Per questa ragione, gli agenti cancerogeni tendono a raggiungere concentrazioni particolarmente elevate nel tessuto epatico, dopo possono favorire la formazione di tumori. Queste sostanze possono raggiungere livelli critici di contaminazione ambientale a seguito della combustione o decomposizione di grandi quantità di rifiuti”, commenta il prof. Prati.

Comunque è bene ricordare che il rischio di cancerogenesi viene enormemente potenziato in presenza delle cause più comuni di danno per il fegato, come l’eccesso di alcol, l’obesità, e soprattutto i virus dell’epatite B e C”, conclude il prof. Prati.

Proprio le infezioni da virus epatitici, ricorda il prof. Ascione, sono particolarmente frequenti nelle aree del sud dell’Italia, inclusa la Campania”. “In questa regione, da almeno 6 anni, si registrano i più alti tassi di mortalità per cirrosi epatica del Paese”-conclude il prof. Ascione.

La situazione è dunque particolarmente complessa e necessita forte attenzione da parte delle istituzioni. Gli studi finalizzati a confermare il ruolo decisivo degli inquinanti ambientali provenienti dalle discariche sulla cancerogenesi del fegato nel Distretto 73 dovranno essere condotti con grande rigore scientifico”, afferma il prof. Mele.

 

Per approfondire l'argomento click qui.