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Documento AISF: 'Influenza di tipo A'

Negli ultimi mesi sui media si è ampiamente parlato della nuova influenza di tipo A (inizialmente denominata “suina”), della sua diffusione, dei rischi ad essa connessi e della possibilità di vaccino che dovrebbe a breve divenire disponibile in Italia.

Alla luce anche delle numerose richieste di chiarimenti, il Comitato Coordinatore dell’AISF - Associazione Italiana per lo Studio del Fegato ha deciso di stilare il seguente documento, al fine di cercare di chiarire e semplificare alcuni messaggi a beneficio dei medici, ricercatori e pazienti che fanno ad essa riferimento.

Il giorno 11 Settembre 2009 il vice Ministro Prof. Fazio ha firmato il provvedimento che individua le categorie di persone a cui è diretta l’offerta della vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A/H1N1 a partire dal momento della effettiva disponibilità del vaccino fino a copertura di almeno il 40% della popolazione residente in Italia.

Viene qui sotto riportato l’ordine di priorità individuato cui raccomandare l’offerta vaccinale:

  • Persone ritenute essenziali per il mantenimento della continuità assistenziale e lavorativa: personale sanitario e socio‐sanitario; personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; personale delle Amministrazioni, Enti e Società che assicurino i servizi pubblici essenziali; i donatori di sangue periodici;
  • Donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza;
  • Persone a rischio*, di età compresa tra 6 mesi e 65 anni;
  • Persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni, non incluse nei precedenti punti, sulla base degli aggiornamenti della scheda tecnica autorizzata dall’EMEA o delle indicazioni che verranno fornite dal Consiglio Superiore di Sanità;
  • Persone tra i 18 e 27 anni, non incluse nei precedenti punti.

* In particolare sono considerate persone a rischio quelle affette da:

  • Malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e BPCO;
  • Malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite; diabete mellito e altre malattie metaboliche;
  • Malattie renali con insufficienza renale; malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie; neoplasie;
  • Gravi epatopatie e cirrosi epatica;
  • Malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi;
  • Immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
  • Malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale; patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, ad esempio malattie neuromuscolari;
  • Obesità con Indice di massa corporea (BMI) > 30 e gravi patologie concomitanti;
  • condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati.

Fatte salve le disposizioni ministeriali soprariportate, più direttamente a riguardo degli epatopatici appare giustificato vaccinare i pazienti con cirrosi epatica, indipendentemente dal fatto che ricevano o meno antivirali per os.

Appare invece discutibile il rischio di vaccinare pazienti in trattamento con interferone, in quanto l’interferone ha la capacità di indurre reazioni autoimmuni che potrebbero essere favorite dalla stimolazione immunitaria degli adiuvanti presenti nei vaccini.

I pazienti epatopatici in metadone dovrebbero a nostro parere seguire indicazioni per il loro stadio di malattia. Per i pazienti con epatite cronica senza cirrosi il vaccino è consigliabile solo in presenza di una delle condizioni cliniche riportate sopra come da decreto ministeriale, previo parere del medico di fiducia.

Infine, le donne in gravidanza sono già state identificate come da vaccinare dal ministero, ma crediamo che questo sia un problema che esula dalla nostra competenza specifica.

Per quanto riguarda i pazienti con tumore primitivo del fegato valgono sostanzialmente le norme di cui sopra riferenti alla cirrosi. Facendo inoltre riferimento alla nota del Centro Nazionale Trapianti 2383/CNT2009 del 23.9.2009, la vaccinazione è consigliata nei pazienti candidati in lista d’attesa per trapianto di fegato ed ai loro familiari.

Appare inoltre corretto raccomandare la vaccinazione ai pazienti trapiantati di fegato, a prescindere dalla natura della patologia epatica che, in quanto sono pazienti ordinariamente in terapia immunosoppressiva, la quale pur riducendo il tasso di risposta vaccinale non necessariamente la abolisce.

Tale raccomandazione vale per i pazienti in buone condizioni cliniche, con regime immunosoppressivo già ben stabilizzato, trapiantati da almeno sei mesi e non in terapia interferonica.

Per le situazioni che esulano da queste condizioni consigliamo di contattare il centro trapianti di riferimento. Per i pazienti in lista trapianto o trapiantati in condizioni che controindichino temporaneamente la vaccinazione o nei trapiantati di fegato da meno di 6 mesi, che non sono da vaccinare, si raccomanda invece la vaccinazione dei familiari conviventi.

Per quanto riguarda gli schemi vaccinali consigliamo di attenersi a quelle che saranno le indicazioni del nuovo vaccino per l'influenza A (una o due somministrazioni) non ancora emanate dal Ministero.

E’ invece già chiarito che i pazienti in lista trapianto o già trapiantati, per i quali la probabilità di risposta immunitaria è ridotta, viene comunque raccomandata vaccinazione ripetuta a 4 settimane (due somministrazioni complessive).

Si coglie l’occasione per ricordare anche la possibilità di vaccinazione per l’abituale influenza stagionale per la quale valgono sostanzialmente le medesime raccomandazioni sopra riportate per l’influenza di tipo A.

Secondo quanto è stato comunicato recentemente, i due vaccini (antinfluenza A ed antinfluenzale stagionale standard) non possono essere somministrati contemporaneamente, ma a 4 settimane di distanza uno dall'altro.

Continuano inoltre a valere le abituali norme igieniche sinteticamente riassumibili nel regolare lavaggio delle mani e nell’evitare di tossire in modo aperto, non protetto da un proprio fazzoletto personale.

Un cordiale saluto,

Il Comitato Coordinatore A.I.S.F.

Dr. Daniele Prati (Segretario)

Dr. Raffaele Bruno

Dr. Gabriele Missale

Dr. Fabio Piscaglia

Dr. Gianluca Svegliati Baroni

Dr. Pierluigi Toniutto