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Epatiti virali

Epatiti virali

L'epatite virale è una malattia infettiva che interessa il fegato e può essere causata da diversi tipi di virus. Le epatiti B e C sono la causa della morte di 90mila persone in Europa.

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Esami di laboratorio:Banda anomala in zona gamma

Codice domanda: HH/1L56437

cosa significa, quali sono le cause e quali esami sarebbe opportuno fare nel caso venga riscontrata in esame di elettroforesi "banda anomala in zona gamma" Grazie.

Le cause del riscontro di una anomala banda gamma all’ellettroforesi proteica sono varie. Essa fa parte delle cosiddette “gammapatie monoclonali”, che rappresentano
un ampio gruppo di condizionieterogenee: possono essere permanenti o transitorie, accompagnarsi ad altre condizioni morbose od essere del tutto asintomatiche. Altre volte può indurre, di per sé stesso, importanti disturbi. Il riscontro più comune è quello che riguarda le gammapatie monoclonali benigne, dette anche “gammapatie monoclonali di incerto significato” (l’acronimo dall’inglese è MGUS: Monoclonal Gammopathy Undetermined Significance). Esse possono rilevarsi casualmente in occasione di una comune analisi elettroforetica, in tal caso l’esame segnala una “banda anomala in zona gamma”. Approfondendo l’immagine si scopre che quella banda anomala è la componente di una gammapatia monoclonale (più brevemente detta componente monoclonale) appartenente il più delle volte ad una delle categorie delle Immunoglobuline (proteine anticorpali dell’organismo, deputate alla difesa immunitaria specifica) di tipo G, A oppure M. In questi casi si tratta di un’anomalia presente nel 5% degli adulti ma che oltre i 60 anni è rilevabile nell’11% delle persone sane. Nella quasi totalità di coloro che ne sono portatori è una condizione benigna che non crea nessun inconveniente, tuttavia essendo possibile che in una piccola percentuale di soggetti avvenga, con il passare degli anni, un’evoluzione meno favorevole, si utilizza prudentemente il termine sopraindicato di gammapatia monoclonale di incerto significato. La frequenza di questa anomalia delle gamma-globuline aumenta esponenzialmente con l’età e nella stragrande maggioranza dei casi è da considerare come innocuo indicatore del tempo. Significa semplicemente che un clone di quei linfociti preposti alla formazione di una determinata Immunoglobulina è cresciuto un po’ in eccesso, sfuggendo, senza motivi apparenti, a quei meccanismi che ne regolano la crescita. Il parametro più importante per definire una gammapatia monoclonale di incerto significato rimane l’aumento o meno nel tempo della componente monoclonale medesima, che può essere quantificato a mezzo della semplice elettroforesi praticata ogni 6 – 12 mesi. Se dopo 5 anni la componente monoclonale stessa rimane invariata, è estremamente improbabile che essa cambierà negli anni successivi. Se, al contrario dovesse aumentare significativamente in questo periodo di tempo, si dovrebbero allora effettuare altre indagini per meglio seguire l’andamento dell’anomalia. Per completare occorre citare un’altra questione di cui si è già fatto cenno prima. Essa concerne le rare circostanze in cui il clone dei linfociti che ha formato la gammapatia, anziché arrestarsi nella sua crescita, prosegue la proliferazione in modo tumultuoso e disordinato, fino a determinare lesioni negli organi in cui si trovano i linfociti medesimi (specialmente midollo osseo, linfonodi e milza), creando quindi importanti disturbi. Sono queste la gammapatie monoclonali maligne le quali si differenziano dalle precedenti, oltre che per una serie di sintomi e di indici, per l’elevata concentrazione della componente monoclonale, a conferma del fatto che più numeroso è il clone linfocitario interessato più evidente è la gammapatia monoclonale. In conclusione la gammapatia monoclonale benigna (o di incerto significato) non deve preoccupare, non provoca mai disturbi, non necessita di alcuna cura né deve essere mai fatto alcun tentativo per prevenire un suo improbabile futuro aumento e l’unica avvertenza è quella di seguirne l’andamento una volta all’anno per almeno 5 anni. Tuttavia va tenuta sotto controllo specialistico da parte dell’ematologo.

A cura di Fegato.com